Guerra all'Iran
Tacciono i governi, parla il potere
Di Karima Moual
Dunque, gli Stati Uniti e Israele, attaccando l’Iran con la consueta retorica della democrazia e della liberazione del popolo iraniano dai mullah, fanno semplicemente ciò che hanno sempre fatto. Non tradiscono la loro natura né i loro obiettivi. Agiscono dentro una logica di potenza e di proiezione egemonica.
Ma il punto centrale di questo ennesimo attacco alla sovranità di un paese strategico del Medio Oriente è un altro. E riguarda i paesi arabi musulmani sunniti.
Come si spiega a un occidentale comune che molti governi musulmani sunniti non mostrino solidarietà verso gli iraniani, pur appartenendo alla stessa grande famiglia islamica, sebbene di tradizione sciita? È possibile che si sentano più vicini a Israele e agli Stati Uniti che all’Iran? Cosa si nasconde dietro questa geometria di alleanze tra nemici contro altri nemici?
Per iniziare a comprendere questo apparente cortocircuito bisogna partire da un dato essenziale: qui c’entra molto più il potere che la fede. È persino più facile che i popoli sunniti provino solidarietà verso gli iraniani colpiti dall’attacco, rispetto ai loro governanti.
Per orientarsi davvero, occorre fare un passo indietro nella storia.
Approfondendo la storia dell’Islam si scopre una religione intimamente intrecciata con la dimensione politica, fin dalle sue origini. Il profeta Muhammad fu non solo guida spirituale, ma anche leader politico e costruttore di una comunità organizzata.
La struttura stessa della civiltà islamica nasce come un sistema normativo che regola diritti, doveri e relazioni sociali, riguardando ogni ambito della vita collettiva, dei musulmani e dei non musulmani, dentro e fuori la casa dell’Islam.
L’equilibrio si incrina con la morte del profeta, che non lascia un successore universalmente riconosciuto. È proprio nella disputa su chi debba guidare la comunità che prende forma la seconda fase politica dell’Islam: quella delle divisioni. Differenze teologiche, certo, ma soprattutto conflitti per la gestione del potere. Da lì nasce la frattura storica tra sunniti e sciiti, destinata ad attraversare i secoli fino ai nostri giorni.
Tenere presente questa origine è fondamentale per comprendere dinamiche che hanno spesso poco a che vedere con la fede e molto con la competizione politica.
Le potenze occidentali, applicando sistematicamente la logica del divide et impera, hanno saputo inserirsi in queste fratture e sfruttarle. L’epoca coloniale rappresenta la cornice perfetta di questo disegno.
Quando l’occupazione diretta non è possibile, si governa indirettamente: si tracciano confini fragili, si sostengono élite locali, si alimentano rivalità, si proteggono regimi funzionali agli interessi strategici. L’allineamento è la condizione essenziale: chi lo garantisce viene sostenuto, chi se ne discosta diventa un problema da neutralizzare.
In gioco ci sono risorse, equilibri energetici, influenza geopolitica. Il gas, certo, ma non solo.
La storia contemporanea del mondo arabo e islamico — segnata da violenza, interventi esterni, autoritarismi selettivamente tollerati — va letta anche dentro questa logica. È così che alcuni dittatori diventano “necessari”, mentre altri diventano “intollerabili”. Alcuni paesi sono alleati, altri nemici.
Questa storia, che è anche la nostra storia, non riguarda davvero la democrazia o i diritti. Non riguarda nemmeno Dio, almeno non quello dell’uguaglianza, della pietà e della misericordia.
Riguarda il potere. E il denaro.
È questo il nuovo dio del nostro tempo, un’epoca segnata da nichilismo e individualismo, che non conosce religioni, non conosce identità, non conosce principi. Conosce una sola legge: quella del più forte.
Per questo, ciò che chiamiamo “asse del bene” o “asse del male” dipende sempre dal punto di osservazione. Dipende da dove ci si colloca. E da dove si decide di mettere la mano sul cuore.
Nota a margine per gli analfabeti funzionali: qui non si giustifica il regime iraniano che è anche parte del problema e non ha mai aiutato l’autodeterminazione del popolo iraniano.

