L’islamofobia presenta il conto a Cagliari. Fuoco ai musulmani
Di Karima Moual
Fuoco alla moschea, ai musulmani, ai loro figli e alle loro donne. Morte a loro.
Questo era verosimilmente il pensiero di chi ieri ha tentato di incendiare una moschea a Cagliari.
C’è chi vuole appiccare il fuoco alla nostra esistenza.
E mentre leggevo la notizia, mi sono tornate in mente tre parole che qualche settimana fa mi sono state rivolte in televisione quando mettevo in guardia sul clima crescente di islamofobia:
«Portami le prove.»
«Dammi i numeri.»
Ve le ricordate?
Lo avevo fatto. Avevo raccolto dati, episodi, aggressioni, minacce, atti vandalici e attacchi contro moschee e comunità islamiche in un report sull’islamofobia in Italia e non solo.
E oggi mi ritrovo ad aggiungere un altro episodio a quella lista.
Io ormai non so più in quale lingua dirlo. Lo dico mettendoci anche la mia stessa esposizione pubblica, che giorno dopo giorno testimonia il clima irrespirabile che sta avanzando.
Le mie pagine social ne sono una prova quotidiana, visibile a chiunque voglia guardare.
Il clima di odio che sta crescendo nel nostro Paese è sempre più grave, ma chi di dovere continua a minimizzarlo.
Peggio ancora: si continua a consentire che la libertà di parola venga usata per alimentare ostilità verso migranti, stranieri e soprattutto musulmani.
Da anni una parte della politica costruisce consenso indicando nemici. E tra questi nemici ci siamo noi. Migranti. Stranieri. Musulmani. Con una macchina mediatica così potente che chi la subisce spesso non ha nemmeno gli strumenti per difendersi.
Ormai l’islamofobia non è più soltanto un fenomeno sociale. Sta diventando parte del linguaggio pubblico, della narrazione politica, del modo in cui una parte del Paese guarda a milioni di persone.
Ma il problema non è mai stata l’assenza di prove.
Il problema è che troppo spesso non le si vuole vedere.
Oggi qualcuno tenta di dare fuoco a una moschea a Cagliari.
Ma domani sarà la nostra convivenza civile ad andare a fuoco se non guardiamo dritto negli occhi l’incendio che qualcuno ha già appiccato da molto tempo.
È ora di fermare questo clima di xenofobia e islamofobia prima che sia troppo tardi.



