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Avatar di Massimiliano Martucci

La domanda "quando finisce l'immigrazione?" è bellissima e semplicissima. Quando la distanza tra la società reale e le sue regole è ormai troppa, qualcosa si rompe e ci sono due modi di reagire, mutuando quanto ha detto Luca Pardi durante i Colloqui: o in maniera adattiva o in maniera conservativa. La maniera conservativa, penso, è la risposta di pancia, più immediata. Apparentemente risolve il problema, ma in realtà lo irrigidisce e ne aumenta la pressione.

Grazie per questo articolo, ma grazie soprattutto per la tua presenza ai Colloqui di Martina Franca!

Avatar di Samuela Boschi

Bellissimo! Commovente soprattutto l' aneddoto del papà che chiede l' ora in italiano a Casablanca!😍

Sono d' accordo con tutto, e non solo perché, avendo fatto diversi esami di storia all' università, so bene che "l' identità italiana" non esiste: è un miscuglio, potremmo dire una macedonia, di greci, romani, africani, asiatici, ebrei, cristiani, musulmani, e ancora, popoli germanici, spagnoli, normanni, francesi, austroungarici...e forse ne avrò pure dimenticato qualcuno!! Non per niente è rimasta famosa l' espressione denigratoria di Metternich prima del 1848: "l' Italia è un' espressione geografica"!!!

Ma anche perché penso alla storia più recente, quella della mia famiglia, quando ancora qui si diceva "moglie e buoi dei paesi tuoi", e mio papà, abruzzese trasferitosi a Rimini per motivi di cura, incontro' qui la mia mamma milanese che veniva in vacanza al mare con la famiglia! Noi figli siamo nati qui a Rimini, ma mio nonno paterno da giovane emigrò in America prima di tornare e sposare la nonna, mentre quello materno era nato a Nizza (che è Francia) e a dire di mia mamma aveva ascendenti a Castellammare di Stabia o giù di lì! Insomma già la storia di una normalissima famiglia italiana degli anni 60 assomigliava a un puzzle! Io invece appartengo alla generazione che ha potuto viaggiare per turismo, e non ho trovato "strano" che un mio collega abbia sposato una ragazza del Madagascar e un' altra stesse con un argentino. Come non ho trovato strano negli anni 80 avere a scuola una ragazza mulatta con un cognome francese; negli anni 90 diventare amica all' università di una studentessa palestinese, scrivermi con una ragazza rumena e con una polacca, ricevere gli auguri di Natale in inglese dalla signora che ci aveva fatto da guida in Myanmar; negli anni 2000-2010 fare catechismo ad una bambina brasiliana adottata, ad una figlia di una coppia albanese accolta in casa da un anziano single italiano e il cui padre era assente per lavorare in Spagna, ad un ragazzino con la mamma brasiliana accompagnata ad un italiano e dato in affido temporaneo ad una coppia italiana! e poi negli anni 2020 votare una consigliera comunale di origine marocchina, avere un' amica di origine tunisina, andare spesso a pranzo da una famiglia siriana che conosco da quando sono arrivati in Italia e la cui figlia più piccola ho visto nascere qui.

Ed è stupendo, non capisco questo voler "rimpicciolire il mondo", tornare appunto a quel "moglie e buoi dei paesi tuoi", che mi scandalizzava tanto quando una donna che conosco, più grande di me di una quindicina d'anni, direi quindi nata negli anni 50, mi disse che la sua famiglia la accusò di voler sposare uno "straniero" perché aveva scelto un ragazzo che abitava nel paese vicino, a 2 chilometri di distanza!!!!😲

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